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    <title>CRT Bergamo News - Notes & Sketches</title>
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    <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.php?blogid=15</link>
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    <description>CRT Lingue Bergamo - Drils - Notes & Sketches</description>
    <language>en-us</language>           
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    <copyright>Â©</copyright>             
    <category>Weblog</category>
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      <title>Notes & Sketches</title>
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 <title>Uno spazio per voi fatto da voi</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=140</link>
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<description><![CDATA[
<p align="left"><img title="notesandsketches2" alt="notesandsketches2" src="../media/notesandsketches2.gif" width="170" hspace="5" height="auto" border="0" align="left" />Ecco uno spazio pensato per raccogliere schizzi, appunti e racconti di esperienze e progetti aperto a tutti gli insegnanti che desiderano condividere frammenti di attivit&agrave; e vita professionale. Insomma, un punto d'incontro virtuale.<br />
</p>

<p align="left">Mandate i vostri materiali all'indirizzo email&nbsp;<a href="mailto:notesandsketches@crtlinguebergamo.it">notesandsketches@crtlinguebergamo.it</a> e noi li metteremo on-line.</p>
]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=140</comments>
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 <pubDate>Tue, 1 Dec 2026 00:00:00 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Bilingui, più rapidi ed efficienti nel prendere decisioni critiche</title>
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 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=297</link>
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<description><![CDATA[<img title="repubblicabilinguismo" alt="repubblicabilinguismo" src="../media/repubblicabilinguismo.jpg" width="195" vspace="0" hspace="10" height="auto" border="0" align="left" />da &quot;La Repubblica&quot; del 13/11/2011 <br />
<br />
Una ricerca del San 
Raffaele  sostiene che il cervello di chi parla due lingue riesce a scegliere in 
 situazioni conflittuali in modo pi&ugrave; veloce e con meno sforzo, rispetto a chi ne 
 usa una sola. Un vantaggio in termini di capacit&agrave; cognitive che non ha niente a 
 che fare con il linguaggio.<br />
<br />
di Alessia Manfredi<p>Pi&ugrave; creativit&agrave;, flessibilit&agrave;, maggiore capacit&agrave; di concentrazione, perfino  
pi&ugrave; fiducia in sé stessi: sono diversi i vantaggi che regala il bilinguismo,  
specie se acquisito fin da piccoli. Padroneggiare una seconda lingua il pi&ugrave;  
precocemente possibile consente di avere una marcia in pi&ugrave; in diversi campi,  
culturali e cognitivi. E anche di riuscire a capire pi&ugrave; velocemente degli altri  
qual &egrave; la scelta giusta in una situazione di conflitto. Lo sostiene una nuova  
ricerca che attribuisce ai bilingui anche questo plus: essere pi&ugrave; rapidi nel  
prendere decisioni critiche in tempi brevi, impiegando al tempo stesso meno  
risorse. </p>
<p>Succede in qualsiasi momento, che si tratti di decidere se passare o fermarsi 
 col semaforo verde che sta per diventare rosso, o tirare invece che passare la  
palla durante una partita con gli amici. Scelte che hanno una conseguenza  
immediata, da compiere in tempi strettissimi. In uno studio su Cerebral Cortex  
1, coordinato dal dottor Jubin Abutalebi, docente di neuropsicologia  
all'universit&agrave;-Vita San Raffaele di Milano, in collaborazione con le universit&agrave;  
di Londra, Barcellona e Hong Kong, i ricercatori hanno osservato che i bilingue  
riescono a decidere che strada prendere in queste situazioni in modo pi&ugrave; rapido  
rispetto a chi parla una lingua sola. E lo fanno in modo pi&ugrave; efficiente, con  
meno sforzo. </p>
<p>Nello studio sono stati confrontati due gruppi: uno bilingue fin dalla  
nascita (italiano <br />e tedesco), dell'Alto Adige. Il secondo monolingue, di  
et&agrave;, background educativo e socioeconomico comparabili. Le loro prestazioni di  
fronte a compiti cognitivi sono state analizzate misurando le attivit&agrave; 
 cerebrali  con tecniche avanzate di neuroimaging e con la risonanza magnetica 
 funzionale.  Risultato? Si &egrave; visto che &quot;i soggetti bilingue hanno pi&ugrave; materia 
 grigia nella  corteccia del cingolo anteriore, un'area cruciale per il 
 monitoraggio delle  nostre azioni&quot; spiega il dottor Abutalebi, primo autore 
 dello studio. </p>
<p>C'&egrave; anche una correlazione positiva fra i risultati nel risolvere i conflitti 
 cognitivi e lo spessore della materia grigia nell'area del cingolo anteriore,  
sottolineano gli scienziati. Dato che indica come il bilinguismo sin dalla  
nascita abbia un'influenza diretta sul cervello, che, spiega ancora Abutalebi,  
si ottimizzerebbe durante la crescita per svolgere compiti cognitivi che  
richiedono decisioni rapide ed efficienti. </p>
<p>&quot;I soggetti bilingui sono pi&ugrave; veloci a prendere decisioni critiche, ma  
attivano molto meno il cervello&quot;, spiega ancora l'esperto. Quelli studiati 
 dagli  scienziati, infatti, hanno dimostrato di avere meno bisogno rispetto ai  
monolingue di impegnare la corteccia del cingolo anteriore per prendere  
decisioni, come si &egrave; visto attraverso la risonanza funzionale. </p>
<p>Pi&ugrave; rapidi, pi&ugrave; efficienti, con meno sforzo. Il motivo, ipotizzano i  
ricercatori, starebbe nell'abitudine fin da piccoli di tenere distinte le due  
lingue, per non fare confusione: una capacit&agrave; che i bambini in genere 
 acquiscono  dai tre anni in poi. Per questo processo vengono impiegate le 
stesse  strutture  neurali che entrano in gioco nel prendere decisioni rapide. 
Usarle,  quindi, di  pi&ugrave; fin dalla nascita darebbe un duplice vantaggio: un 
maggiore  sviluppo  anatomico e la necessit&agrave; di ricorrervi di meno, rispetto a 
chi &egrave;  monolingue,  anche per decisioni non connesse al linguaggio. </p>
<p>E' proprio questo uno degli aspetti pi&ugrave; rilevanti, secondo gli autori dello  
studio. &quot;Il vantaggio acquisito non ha nulla a che fare con l'ambito  
linguistico, ma &egrave; un beneficio che si riflette su altre facolt&agrave; cognitive&quot;,  
conclude il professore. Che va ad aggiungersi ai tanti altri gi&agrave; osservati in  
chi gestisce precocemente un'altra lingua oltre a quella madre: come quello di  
&quot;avere pi&ugrave; memoria di lavoro nel cervello, un po' come la Ram di un computer o  
quello di poter contare su un fattore protettivo per il decadimento cognitivo,  
dimostrato in altre ricerche&quot;. E non occorre essere bilingui sin dalla nascita  
per godere di questi benefici: &quot;Si riscontrano ugualmente anche se la seconda  
lingua la si apprende pi&ugrave; tardi, durante la pubert&agrave;&quot;, conclude  
l'esperto.<br /></p>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=297</comments>
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 <pubDate>Mon, 14 Nov 2011 08:45:05 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Bergamo and Melbourne Together for a Lesson Show</title>
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 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=265</link>
-->
<description><![CDATA[Di seguito trovate il contributo in inglese di un'alunna che ha partecipato con il coro dell'Istituto &quot;O. Romero&quot; alla lezione-spettacolo da noi organizzata il 27 novembre 2009. L'articolo &egrave; stato pubblicato sul primo numero de &quot;Senza Pensieri&quot;, pubblicazione dell'ISIS O. Romero&quot; di Albino (Bg). Veramente pregevole appare lo sforzo dell'alunna Alessandra Crotti che ha scritto il suo articolo in inglese sulla scia dell'entusiamo per l'attivit&agrave; alla quale ha partecipato. <p><em>Bergamo and Melbourne Together for a Lesson-show</em></p><p><em>On Friday 27th November, Oscar Romero Secondary School&acute;s choir, which this year celebrates its tenth anniversary with the release of a CD, performed with thirty-five Australian students from Melbourne, Australia, &quot;The Tempest: A Rock Opera&quot; by Craig Waldron, based on Shakespeare&rsquo;s work.</em></p><p><em>This project is the result of the collaboration between our teacher of English, Noemi Ciceroni, and Mount Eliza Secondary College, which started at the end of the last school year.</em></p><p><em>Thanks to the great work of the choir&acute;s director, Donato Giupponi, fifty girls of our school worked on thirty-one English<br />songs for three voices in less than eight sessions to accompany Mount Eliza&acute;s students during the lesson-show which was held at Giulio Natta Secondary School in Bergamo.</em></p><p><em>This was a successful alternative way to perform one of Shakespeare&acute;s most famous masterpieces: in fact the story isn&acute;t narrated only through acting but through the lyrics of thirty-one rock songs sung by the Australian students and the Italian choir.</em></p><p><em>The project was an interesting experience for the large audience but above all for the students involved, who had the possibility to compare their countries and customs and to make new friends speaking English.</em></p><p><em>Taking part in the performance with those incredible boys and girls was great fun, but the most amusing moments were probably the first meeting and the lunch together. The Italian girls offered a little packed lunch to all the Australian students and they ate together chatting about the main differences between Italy and Australia, about their schools and their interests.</em></p><p><em>All of us would really like to carry on the project and this is another evidence of how a linguistic experience like this<br />can be useful and pleasant for students who study a foreign language.</em></p><p><em>Alessandra Crotti</em></p>]]></description>
 <category>Info</category>
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<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=265</comments>
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 <pubDate>Wed, 24 Feb 2010 19:10:32 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>12 dicembre 2009 Il Galileo - pubblicazione del Liceo Scientifico e Linguistico &quot;G. Galilei&quot; Caravaggio (Bg)</title>
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 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=259</link>
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<description><![CDATA[<p align="center"><img title="ilgalileo_400" border="0" alt="ilgalileo_400" src="../media/ilgalileo_400.jpg" width="400" height="48" /></p><p align="justify"><strong>Una <em>Tempesta </em>di musica: Australia e Italia si incontrano grazie a Shakespeare</strong><br />&nbsp;<br />Abbiamo ricevuto copia de &quot;Il Galileo&quot;, pubblicazione del Liceo Scientifico e Linguistico di Caravaggio (Bg). All'interno compare un articolo della studentessa Chiara Tadolti, giovane promessa del giornalismo, sulla lezione-spettacolo The Tempest, A Rock Opera da noi organizzata il 27 novembre 2009. Ci sembra un bell'esempio di ricaduta dell'attivit&agrave; su altre scuole e altri studenti.</p><p align="justify">Clicca qui di seguito per leggere l'<a href="../media/Tadolti.pdf" target="_blank">articolo</a>.</p>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=259</comments>
-->
 <pubDate>Mon, 14 Dec 2009 11:45:58 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>La Repubblica, 10 luglio 2009</title>
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 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=246</link>
-->
<description><![CDATA[
<p><img title="Bilinguismo_Repubblica" alt="Bilinguismo_Repubblica" src="../media/Bilinguismo_Repubblica.jpg" width="120" vspace="5" hspace="5" height="auto" border="0" align="left" />Il bilinguismo? Un vantaggio.<br />
Si impara meglio fin da piccoli.<br />
<br />
Uno studio su <strong>Science</strong> rivela che se mamma e pap&agrave; parlano lingue diverse il bambino sviluppa capacit&agrave; cognitive migliori rispetto ai coetanei monolingue.</p>

<p>di Alessia Manfredi</p>

<p>Cliccate di seguito per leggere l'<a href="../media/Bilinguismo_Repubblica.pdf" target="_blank"><font color="#23598c">articolo</font></a>.</p>
]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=246</comments>
-->
 <pubDate>Sun, 12 Jul 2009 09:19:33 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Da The Times del 28 maggio 2008</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=221</link>
-->
<description><![CDATA[
<p><a href="../media/From_The_Times.pdf" target="_blank"><img title="times_on_line" alt="times_on_line" src="../media/times_on_line.jpg" width="205" vspace="2" hspace="10" height="auto" border="0" align="left" /></a>Ci &egrave; stato segnalato l'articolo &quot;Amy Winehouse gets into Cambridge&quot; di Nicola Woolcock apparso su <strong>The Times</strong> di qualche settimana fa sulla discussa prova d'esame somministrata agli studenti dell'ultimo anno di letteratura inglese dell'Universit&agrave; di Cambridge. Lo riportiamo qui per voi per incrementare le vostre letture estive.<br />
</p>
<p>Cliccate di seguito per leggere l'<a href="../media/From_The_Times.pdf" target="_blank">articolo</a>.</p>
]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=221</comments>
-->
 <pubDate>Tue, 17 Jun 2008 18:03:55 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>La Repubblica - un articolo molto interessante</title>
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 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=220</link>
-->
<description><![CDATA[<p><img title="larepubblica" height="104" alt="larepubblica" hspace="10" src="../media/larepubblica.jpg" width="112" align="right" border="0" />Se vi &egrave; sfuggito l'interessante articolo &quot;Per l'inglese la scuola non basta e i costi arrivano a 20 mila euro&quot; di Salvo Intravaia sulla situazione dell'insegnamento dell'inglese nelle scuole italiane pubblicato il 24 maggio 2008 sul sito del quotidiano La Repubblica, lo riportiamo qui per voi. </p><p>Cliccate di seguito per leggere l'<a href="../media/LaRepubblica24maggio2008.pdf" target="_blank">articolo</a> o per esaminare le schede tecniche relative alle <a href="../media/LeOrediLingua.pdf" target="_blank">ore di lingua</a>, alle <a href="../media/Le4Competenzefondamentali.pdf" target="_blank">quattro competenze fondamentali</a>, alle <a href="../media/Lecertificazioni.pdf" target="_blank">certificazioni</a>.</p>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=220</comments>
-->
 <pubDate>Tue, 27 May 2008 16:53:37 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Having Fun at the Camozzi 1 Course in Bergamo!</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=218</link>
-->
<description><![CDATA[<p><a href="../media/Camozzi1_Course.pdf" target="_blank"><img title="camozzi1" height="115" alt="camozzi1" hspace="10" src="../media/camozzi1.jpg" width="150" align="right" border="0" /></a>Hello everybody!&nbsp;<br />The time has flown, but I remember our lessons. Wonderful!<br />Our waitresses Marta and Lucilla were very worried. They put all their attention in the role-play, but the task was not easy. Fortunately, they followed the teacher's advice!<br />It was a big success and we had a lot of fun! <br />Thank you teacher. See you soon.</p><a href="../media/Camozzi1_Course.pdf" target="_blank">Camozzi1 Course<br /><br /></a>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=218</comments>
-->
 <pubDate>Thu, 1 May 2008 19:51:28 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Il Tedesco... Perchè?</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=211</link>
-->
<description><![CDATA[<div><img width="90" hspace="5" height="60" border="0" align="left" title="bandieratedesca" alt="bandieratedesca" src="../media/bandieratedesca.jpg" />Dopo l'incontro del 28 marzo 2008 &quot;<strong>Schnupperstunden Deutsch... nach Englisch - Quale futuro per l'insegnamento del tedesco? Un approccio alternativo&quot;</strong>, abbiamo ricevuto un <a href="../" target="_blank"></a><a href="../media/Presentazione_Tedesco_Seconda_Lingua.pdf" target="_blank">contributo</a> che l'autrice mette a disposizione di tutti.<br /><br /></div>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=211</comments>
-->
 <pubDate>Tue, 8 Apr 2008 10:50:38 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Summer news</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=189</link>
-->
<description><![CDATA[<p>Dear teacher, How&rsquo;s it going? </p><p>We are studying English hard: we meet three times a week. So Marta sees Laura more than her husband, doesn&rsquo;t she? Unfortunately we can eat only healthy food because Marta has gone on a bit of a diet. No apple pie, no fish and chips, no roast sausages&hellip; We have forgotten every pleasure: what a hard life!!!! </p><p>Soon we&rsquo;re going on holiday: Marta to Sicily and Laura to Croazia, but&hellip; always with our English homework! Have you found any surfers or single-men? </p><p>Best wishes, </p><p align="right">The little pigeons, Laura and Marta</p>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=189</comments>
-->
 <pubDate>Mon, 1 Oct 2007 17:51:12 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Perchè English in Action</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=180</link>
-->
<description><![CDATA[<img title="englishinaction" height="87" alt="englishinaction" hspace="5" src="../media/englishinaction.jpg" width="200" align="left" vspace="5" border="0" />Ripensando nel tempo alle esperienze delle edizioni passate di <em>English in Action</em>, vivo rimane il ricordo dell&rsquo;entusiasmo dei ragazzi protagonisti nell&rsquo;agire attraverso la comunicazione in inglese.<br /><br /><em>&ldquo;As the programmes were learner-centred, students were actively engaged in the learning process, expressing their intellectual and physical enthusiasm for the English Language.&rdquo;</em> <p align="right">Convitto Nazionale C. Battisti, Lovere, Italy </p>(da: <a href="www.ceg-uk.com/englishinaction/eia_testimonials.html" target="_blank">www.ceg-uk.com/englishinaction/eia_testimonials.html</a>)<p>Come poter dimenticare l&rsquo;immagine della luminosit&agrave; degli sguardi curiosi degli studenti in attesa di un evento per loro straordinario, il desiderio di imparare a parlare e a comunicare con i profe inglesi, la gioia di coloro che sono riusciti a vincere la paura di sbagliare per riuscire a pensare, dire, fare, cantare, scrivere, recitare in inglese davanti ad un pubblico italiano? </p><p>Tutto ebbe inizi&ograve; con un convegno del Lend a Portonovo Ancona, nell&rsquo;estate del 2002. Da l&igrave; part&igrave; l&rsquo;idea di provare a sperimentare questo progetto diffuso nelle scuole superiori europee, ma all&rsquo;epoca nuovo per la realt&agrave; italiana, una piccola scuola media nel cuore della valle Camonica. Come si conciliava il tutto nel piano formativo della scuola, con quali modalit&agrave; organizzative, ma soprattutto con quali ricadute sull&rsquo;utenza? </p><p>Il progetto nacque dalla necessit&agrave; di rispondere ai bisogni formativi degli alunni, tenuto conto della singolarit&agrave; e della valenza educativo-didattica a carattere internazionale dello stesso, poiché pensato nell&rsquo;ottica per l&rsquo;ampliamento di prospettive scolastiche, linguistiche, comunicative e culturali dei nostri studenti che sono i futuri cittadini d&rsquo;Europa e del mondo. </p><p>Migliorare la motivazione e l&rsquo; interesse per l&rsquo;apprendimento delle lingue straniere presso la scuola media ha significato individuare i bisogni, progettare pi&ugrave; obiettivi formativi nonché le attivit&agrave;, i metodi, le soluzioni organizzative e le modalit&agrave; di verifica necessarie per trasformarli in competenze degli studenti individuali o di gruppo. </p><p>L&rsquo;intervento dei flying teachers di English in Action si innesta e si integra nel curriculum linguistico della scuola che li ospita. E&rsquo; necessario pertanto che i docenti di lingua organizzino gruppi di studenti suddivisi per livelli di competenza, comunichino i programmi svolti alla Stafford House per consentire ai colleghi inglesi di poter iniziare immediatamente il lavoro al loro arrivo. </p><p>Il programma prevede che alcuni docenti madrelingua inglese in possesso della qualifica ELF &#8209; English as a Foreign Language &#8209; si rechino a scuola per un minimo di 25 ore, distribuite in 5 giorni lavorativi; il loro compito &egrave; quello di insegnare l&rsquo;inglese in modo intensivo a gruppi con un massimo di 15 alunni. La comunicazione durante l&rsquo;attivit&agrave; di English in Action tra studenti e docenti &egrave; solo in inglese. </p><p>Le attivit&agrave; proposte sono assai varie: interviews, tv and radio shows, drama games, party games, picture quizzes, treasure hunts, language auctions, project works, discussions, weather activities, &ldquo;Things&rdquo; races, running dictations, etc. I ragazzi imparano in un clima piacevole e rilassato che permette loro di mettere a frutto le diverse competenze, di soddisfare i bisogni di apprendimento, nel rispetto degli stili cognitivi di ciascuno. </p><p>Se tutto ci&ograve; mette in luce gli aspetti tecnici dell&rsquo;apprendimento della lingua, non va sicuramente dimenticato il livello pi&ugrave; profondo della comunicazione umana, ossia la circolazione continua di scambi di idee, pensieri, esperienze, emozioni, ricordi, collaborazioni, prassi, competenze linguistiche, sociali e professionali che coinvolgono tutti gli attori delle interazioni del sistema. Ne deriva sicuramente un arricchimento interpersonale che va al di l&agrave; dei momenti scolastici, che non svanisce con il suono della campanella. </p><p>Dunque, English in Action attraverso l&rsquo;inglese favorisce la formazione umana, sociale e culturale dei discenti, mediante il contatto e il confronto con una realt&agrave; diversa dalla propria, potenziando in tal modo la loro capacit&agrave; di accettare e rispettare valori e culture diverse. Inoltre, dal punto di vista specifico dell&rsquo; apprendimento, la flessibilit&agrave; delle strutture cognitive risulta potenziata attraverso il raffronto con i diversi modi di organizzare la realt&agrave; che sono propri di altri sistemi linguistici e culturali. </p><p>Spero che chi vorr&agrave; provare ad incamminarsi sul percorso di English in Action possa incontrare persone, luoghi ed eventi significativi nel raggiungimento delle mete ricercate. Infine esprimo la gratitudine ai teachers che hanno collaborato affinch&egrave; i miei studenti imparassero e studiassero con passione l&rsquo;inglese. Fiorenza</p>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=180</comments>
-->
 <pubDate>Fri, 29 Jun 2007 11:50:42 +0200</pubDate>
</item><item>
 <title>Corso A1 Liceo &quot;Don Milani&quot; Romano di Lombardia</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=168</link>
-->
<description><![CDATA[<div><p>You can learn English using books, CDs and playing games, too.<br /><img title="inglese1" alt="inglese1" src="../media/3/inglese1.jpg" width="200" vspace="5" hspace="5" height="150" border="0" align="left" /><img title="inglese2" alt="inglese2" src="../media/3/inglese2.jpg" width="200" vspace="5" hspace="5" height="150" border="0" align="left" /> </p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p><br /><br /><br /><img title="inglese3" alt="inglese3" src="../media/3/inglese3.jpg" width="200" vspace="5" hspace="5" height="150" border="0" align="left" /> </p></div><div><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp; </p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>The students from the course in Romano <br /></p></div>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=168</comments>
-->
 <pubDate>Wed, 14 Feb 2007 10:24:35 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Classe A0 di Romano di Lombardia</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=167</link>
-->
<description><![CDATA[<p><a title="A0 Romano di Lombardia" href="../media/A0_RomanoL.jpg" target="_blank"><img title="a0_romanol_p" height="150" alt="a0_romanol_p" hspace="5" src="../media/1/a0_romanol_p.jpg" width="200" align="left" vspace="5" border="0" /></a></p><p>Ciao! questa &egrave; la nostra classe del corso di formazione d'inglese livello A0 impegnata in un gioco didattico a gruppi. </p><p>La nostra insegnante Cristina ci tiene a vivacizzare le lezioni per tenere alto l'interesse! </p><p>Un saluto.<br />Marinella ed Anna</p>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=167</comments>
-->
 <pubDate>Tue, 13 Feb 2007 19:25:33 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>A Sweet Christmas to all of you</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=161</link>
-->
<description><![CDATA[<p><img title="christmascardp" height="148" alt="christmascardp" hspace="10" src="../media/1/christmascardp.jpg" width="200" border="0" /><img title="sweetchristmasp" height="150" alt="sweetchristmasp" src="../media/sweetchristmasp.jpg" width="200" border="0" /></p><p>Estendo gli auguri ricevuti dalle corsiste con cui ho lavorato a dicembre a tutti i corsisti e i formatori della provincia! </p><p>Una formatrice</p>]]></description>
 <category>Info</category>
<!--
<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=161</comments>
-->
 <pubDate>Mon, 18 Dec 2006 07:16:02 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Latest news from B1 course</title>
<!--
 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=159</link>
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<description><![CDATA[<p><img title="gmangonihandcraft" height="185" alt="gmangonihandcraft" hspace="5" src="../media/gmangonihandcraft.jpg" width="142" align="right" border="0" />Dopo un ripasso delle nostre conoscenze della lingua inglese, le nostre insegnanti prof.sse Noemi Ciceroni e Gabriella Serra, ci hanno &quot;convinte&quot; ad affrontare il fatidico esame B1. Qualche notte insonne, molta ansia e... dopo qualche giorno la bella notizia.</p>Abbiamo infatti superato l'esame! Tutto ci&ograve; grazie alla bravura e competenza delle due teachers che ci hanno fatto amare il corso di preparazione. Nonostante gli incontri fossero stati fissati ormai alla conclusione dell'anno scolastico 2005-2006 e fossimo oberate di lavoro, l'idea di ritrovarci a Stezzano non ci &egrave; pesata pi&ugrave; di tanto. Finalmente un corso di formazione valido e costruttivo! <p>Abbiamo inoltre avuto modo di conoscere altre colleghe (pi&ugrave; Nunzio) e nelle brevissime pause di scambiare impressioni e notizie riguardanti le varie realt&agrave; scolastiche. Un vero piacere! Ora Bianca, io e GLI ALTRI FANTASTICI 4 siamo in attesa di notizie da Cambridge... PET, PET FOREVER. </p><p>Per tutti coloro che stanno ancora preparandosi, auguriamo di continuare a frequentare il corso di formazione con entusiasmo e piacere. E poi... in bocca al lupo, o meglio good luck! Un grazie particolare alla referente del corso ins. Maria Cristina Bonomelli che ci ha sopportate ed aiutate ogniqualvolta la situazione lo richiedesse. </p><p>Giovanna Mangoni e Biancarosa Lamera</p><p><img title="b1coursejunep" height="150" alt="b1coursejunep" src="../media/b1coursejunep.jpg" width="200" align="left" border="0" /><img title="b1_coursejunep" height="150" alt="b1_coursejunep" src="../media/b1_coursejunep.jpg" width="200" align="left" border="0" /></p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><p><br />&nbsp;</p>]]></description>
 <category>Info</category>
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<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=159</comments>
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 <pubDate>Mon, 4 Dec 2006 00:24:13 +0100</pubDate>
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 <title>Notes dall’A0 della Camozzi</title>
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<description><![CDATA[<p><a title="At work" href="../media/3/Atwork.jpg" target="_blank"><img title="atworkp" height="150" alt="atworkp" hspace="5" src="../media/3/atworkp.jpg" width="200" align="right" border="0" /></a>Il Corso di formazione A0 presso l&rsquo;IC &ldquo;Camozzi&rdquo; di Bergamo procede alla grande sotto tutti i punti di vista, non solo quelli linguistici! Ecco cosa ne pensiamo noi: </p><font face="lucida calligraphy">The English course is an excellent opportunity to improve the students&rsquo; comradeship, to broaden one&rsquo;s knowledge and to make new friends. <p>Bye-bye,<br />Arianna, Laura e Marta</p><p>P.S.: Have a look at the photos!</p><p><img title="teatimep" height="150" alt="teatimep" src="../media/3/teatimep.jpg" width="200" align="bottom" border="0" />&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img title="nighthomeworkp" height="150" alt="nighthomeworkp" src="../media/3/nighthomeworkp.jpg" width="200" align="bottom" border="0" /></p></font>]]></description>
 <category>Info</category>
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 <pubDate>Sun, 19 Nov 2006 17:09:25 +0100</pubDate>
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 <title>Dublino, 2006 - Riflessioni</title>
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<description><![CDATA[&Egrave; necessario, ogni tanto, spogliare il vestito dell&rsquo;insegnante e mettere quello dell&rsquo;allievo. <br /><br />Il risultato non &egrave; scontato. Ti ritrovi a rielaborare una nuova immagine di te e a confrontarti con i colleghi in una posizione completamente diversa da quella alla quale sei abituata. Devi accettare di metterti continuamente in gioco, di aprirti al nuovo, di rimodularti, di rinnovarti. <p align="justify">La permanenza in un paese straniero ti rende cosciente di quanto sia difficile essere immersi in una realt&agrave; molto diversa da quella alla quale sei abituata e dover usare continuamente una lingua che non si padroneggia. </p><p align="justify">Al rientro a scuola guarder&ograve; con un occhio diverso le esperienze dei bambini stranieri inseriti nelle nostre classi. Quali pensieri affolleranno la mente di uno di loro di fronte alla nostra insistenza nel chiedergli di esprimersi comunque e dovunque? Come interpreter&ograve; i suoi silenzi? Si vergogner&agrave; anche lui nel pronunciare in modo approssimativo le parole che gli permettono di esprimere i suoi bisogni o star&agrave; solo cercando di indovinare cosa vuole la persona che gli sta di fronte?&hellip;&hellip;.</p><p align="justify">uante volte abbiamo detto a un genitore che il figlio interviene poco o non interviene affatto se non &egrave; assolutamente certo di ci&ograve; che sta per dire e abbiamo data a questa situazione una accezione negativa?</p><p align="justify">Ho provato la stessa situazione: non &egrave; facile intervenire in modo spontaneo senza provare un po&rsquo; di vergogna nel sentirsi inadeguati.<br /></p><p align="justify"><em>Olga Iaconis</em></p>]]></description>
 <category>Info</category>
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<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=144</comments>
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 <pubDate>Fri, 17 Nov 2006 14:02:01 +0100</pubDate>
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 <title>Dublino, 2006 - Dalla cattedra……al banco</title>
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 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=143</link>
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<description><![CDATA[<strong>Lezione di metodologia: il gioco</strong> <br /><br />L&rsquo;insegnante entra in classe, si presenta scrivendo il proprio nome sulla &quot;whiteboard&quot; appoggiata su un cavalletto. Le attivit&agrave; della mattinata sono giochi per presentare e/o rivedere lessico e strutture linguistiche inglesi. L&rsquo;insegnante propone il gioco, organizza lo spazio-aula e, coinvolgendo l&rsquo;adulto/alunno che lo guarda perplesso, forma delle squadre. <p align="justify">Il gioco ha inizio ed altri ancora si susseguono. L&rsquo;adulto diventa bambino dimenticando le proprie inibizioni. Le situazioni sono coinvolgenti ed il bambino/adulto si ri-trova a mimare, disegnare, correre , osservare, cercare la strategia per comunicare, indovinare&hellip;vuole far vincere la propria squadra. Al termine delle attivit&agrave;, nell&rsquo;aula, adulti sorridenti che discutono tra loro sulle possibili e diverse strategie di gioco.</p><p align="justify">La scoperta &egrave; piacevole: nello sperimentare in prima persona la dimensione ludica l&rsquo;alunno/adulto ha condiviso con i suoi compagni il piacere dell&rsquo;apprendere divertendosi.</p><p align="justify"><font color="#000000"><strong>Il tempo</strong></font></p><p align="justify">Il tempo dell&rsquo;insegnante &egrave; un tempo che la scuola struttura e scandisce in curricoli, periodi, ore&hellip;e noi viviamo questo tempo come una corda tesa&hellip;</p><p align="justify">Forse i nostri ricordi da studenti sono sbiaditi, ma se proviamo a ritornare sui banchi di scuola ci rendiamo conto che la nozione del tempo di chi insegna non &egrave; la nozione di chi apprende.</p><p align="justify">Uno spazio-aula , compagni di viaggio sconosciuti, insegnanti diversi alle prese con varie tecniche e strategie di insegnamento e&hellip; tu, la tua storia ed il disordine di quel che accadr&agrave;. Parole e pensieri sparsi lasciati sul tuo cammino, sensazioni ed emozione che mutano, conoscenze vecchie e nuove che si mescolano&hellip;ed il tuo tempo. Il tempo di osservare, di esplorare, di provare, di sbagliare, di conoscere e di ri-creare qualcosa di nuovo dentro di te.</p><p align="justify"><font color="#000000"><strong>Il viaggio</strong></font></p><p align="justify">Quando intraprendi un viaggio in un paese non noto non sai mai cosa troverai. L&rsquo;orizzonte del viaggio &egrave; molto vasto: percorri non solo uno spazio fisico e geografico ma ti muovi all&rsquo;interno dello spazio del sogno, della realt&agrave;, dei desideri, della paura, della fatica&hellip;</p><p align="justify">Dimensioni non programmabili con certezza ma da scoprire e costruire esperienza dopo esperienza. Esperienze di viaggio che, avvicinandoti a qualcosa di diverso, ti allontanano da qualcosa di noto. Osservi, ti avvicini, conosci un&rsquo;altra cultura, ne assimili le differenze annullando le distanze, ma dai anche tempo e spazio all&rsquo;inquietudine mettendoti a confronto con te stesso, con la tua identit&agrave; soggettiva, culturale e di appartenenza. Ecco che quel viaggio diviene per te un&rsquo;esperienza formativa in un processo continuo di crescita personale e culturale per meglio accogliere e comprendere la diversit&agrave;.</p><p><em>Adriana Caroli</em></p>]]></description>
 <category>Info</category>
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<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=143</comments>
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 <pubDate>Fri, 17 Nov 2006 14:00:42 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>Dublino, 2006 - Da insegnante italiana ad alunna straniera</title>
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 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=142</link>
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<description><![CDATA[L&rsquo;esperienza che abbiamo vissuto a Dublino &egrave; stata preziosa e per alcuni aspetti illuminante, perché ci ha consentito di &quot;vestire&quot; il ruolo di straniere, di ospiti, cos&igrave; come accade a tanti nostri alunni: Kaltum, Belmin, Vladimir, Ritzki, Pavani, Faheed, Noreen, Sandla, certamente ospiti privilegiate per il nostro ruolo e per la nostra provenienza, come non sempre avviene purtroppo per i bambini. <p align="justify"><font color="#000000"><strong>Nomi</strong></font></p><p align="justify">Il mio nome &egrave; Barbara, tre A, tre suoni, il ritmo di una terzina in tre note, sol-sol-mi, quando risuona nella mia testa la voce con cui lo sento &egrave; quella di mia mamma&hellip;una lingua dai colori che conosco e riconosco da sempre, quella materna.</p><p align="justify">Il mio nome a Dublino suonava circa cos&igrave; &quot;Barbra&quot;, due suoni, due note, diretto, veloce, contratto, eppure sono io&hellip; Buffo, non mi sento chiamata, non &egrave; il mio nome, devo porre attenzione anche per sentire quando mi chiamano! &quot;The importance of pronouncing a name&hellip;&quot;</p><p align="justify"><font color="#000000"><strong>Parole</strong></font></p><p align="justify">Prima settimana. Questa valanga di parole di cui colgo il senso generale&hellip;a volte nemmeno quello, mi frastorna. Ascoltare tante ore questa lingua &egrave; come camminare e guardare il mondo a testa in gi&ugrave;: la frustrazione di non riuscire a parlare, la paura di non farsi capire, devo darmi tempo, devo dare tempo alla mia ragione perché gradualmente possa dare nuovo ordine ai pensieri&hellip;in inglese, of course!</p><p align="justify"><font color="#000000"><strong>Silenzi</strong></font></p><p align="justify">Dublin, Emerald Cultural Institute-Aula 22, ore 9.00 del 25/9/2006.</p><p align="justify">Sono sulla buona strada. La mia mente &egrave; tempestata da suoni che lottano per trasformarsi in frasi, ma all&rsquo;inizio &egrave; solo silenzio e di tutto quel caos di parole imprigionate non resta che uno sguardo smarrito, quasi divertito. Forse &egrave; questo che provano i miei alunni stranieri ed &egrave; questo che ha letto nei miei occhi la mia insegnante.</p><p align="justify"><font color="#000000"><strong>Sorrisi</strong></font></p><p align="justify">Il sorriso libera le parole dalla &quot;prigione delle paure di sbagliare&quot;, chi sta di fronte a me &egrave; disponibile ad ascoltare il mio Italenglish, perché l&rsquo;importante &egrave; comunicare, comincio a sentirmi come a casa e allora quasi quasi mi viene voglia di &quot;appendere il cappello&quot;ma&hellip;.ops &egrave; gi&agrave; ora di tornare!</p><p align="justify"><font color="#000000"><strong>Giochi</strong></font></p><p align="justify">La regista dei giochi a scuola di solito sono io, ma qui mi sono trovata ad essere attrice.</p><p align="justify">Che pacchia! Di solito i giochi devo organizzarli io, mentre a Dublino qualcuno decideva per me che cosa fare durante la lezione. Mi sono messa in &quot;gioco&quot; mimando : the turtle, the lion, the post office, a tree&hellip;fra le risate chiassose delle colleghe e degli insegnanti. </p><p align="justify">E vi assicuro che la risata, linguaggio internazionale, unisce veramente tutte le diversit&agrave;!</p><p align="justify"><font color="#000000"><strong>5.45 pm</strong></font></p><p align="justify">Avete mai cenato come le galline?</p><p align="justify">Fate un corso a Dublino, obbligatoriamente in una famiglia del posto e vivrete un&rsquo;esperienza unica.</p><p align="justify">Vi auguro di essere fortunati come me e di incontrare Mary and Tracy, che preparavano cene favolose, purtroppo ad un orario in cui noi italiani abbiamo da poco finito di fare merenda.</p><p align="justify">C&rsquo;&egrave; voluto impegno ed anche un pizzico di coraggio per mangiare: lasagne, pollo fritto ripieno d&rsquo;aglio, fish and chips, hamburger and chips, torte al burro guarnite di panna ad un&rsquo;ora cos&igrave; insolita. Unico vantaggio: c&rsquo;era tutto il tempo per la digestione, per bere l&rsquo;Irish Coffe, per fare i compiti ed infine andare a dormire.</p><p align="justify"><font color="#000000"><strong>Meeting at Molly Malone</strong></font></p><p align="justify">Neanche da ragazzina ho avuto una guida come quella di Dublino. Il &quot;nostro&quot; Daniele, unico vero &quot;gallo&quot; nel pollaio di tante insegnanti ci ha fornito indicazioni di qualsiasi tipo, ci ha accompagnato ovunque affinché il nostro soggiorno fosse il pi&ugrave; piacevole possibile. I nostri meetings a Molly Malone erano il punto di partenza delle nostre emozionanti escursioni serali.</p><p align="justify">Di solito sono abituata ad organizzarmi da sola le uscite, ma a Dublino era tutto programmato, il che non era male. </p><p><em>Editta Mazzucchelli e Barbara Vitali</em></p>]]></description>
 <category>Info</category>
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<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=142</comments>
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 <pubDate>Fri, 17 Nov 2006 13:57:13 +0100</pubDate>
</item><item>
 <title>The five of us have our noses to the grindstone! - Dublino, 2006 - Corso di formazione per docenti di inglese</title>
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 <link>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=141</link>
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<description><![CDATA[Siamo cinque insegnanti della scuola primaria della provincia di Bergamo e Brescia che per la prima volta hanno partecipato ad un corso di formazione all&rsquo;estero per approfondire le conoscenze linguistiche e metodologico-didattiche dell&rsquo;insegnamento della lingua inglese. <br /><br />Questo corso, organizzato nell&rsquo;ambito dei progetti Comenius 2.2 per la formazione in servizio degli insegnanti di ogni ordine di scuola, costituisce una valida opportunit&agrave; per rispondere alla sfida della formazione permanente, del miglioramento delle competenze professionali dei docenti e in generale dell&rsquo;innalzamento del livello culturale. <p align="justify">In due settimane si sono affrontati tre fra gli aspetti principali della dimensione professionale e personale di un insegnante: l&rsquo;aspetto linguistico, quello metodologico-didattico e socio-culturale del paese ospitante.</p><p align="justify">La giornta scolastica era articolata in tre momenti ben definiti:</p><ul><li><div align="justify">Il primo dedicato alla pratica lingusitica e all&rsquo;interazione comunicativa; </div></li><li><div align="justify">Il secondo prioritariamente centrato sulla metodologia dell&rsquo;insegnamento della lingua inglese attraverso tecniche e strategie diverse: gioco, drammatizzazione, utilizzo di audiovisivi&hellip;.. </div></li><li><div align="justify">Il terzo dedicato all&rsquo;approfondimento di alcuni aspetti caratteristici della tradizione celtica, della storia e delle cultura irlandese passata e recente. </div></li></ul><p align="justify">Vestire i panni da studentesse &egrave; sato piacevole e spiritoso ma ha richiesto di rimetterci in gioco completamente rivisitando le dimensioni personali, relazionali e professionali in una prospettiva diversa. Nel gioco di ruolo da insegnante a studente abbiamo sperimentato in prima persona il significato di un linguaggio pedagogico molto ricorrente nella scuola. Parole come: motivazione, coinvolgimento emotivo e cognitivo, stile di apprendimento, tempi di apprendimento, austostima&hellip;.acquistano un valore molto vivo, intimo e profondo.</p><p align="justify">Questa esperienza &egrave; stata coinvolgente durante le attivit&agrave; formative e particolarmente interessante per gli aspetti pratici quotidiani da affrontare perché diventati ormai insoliti per un adulto come, per esempio, la condivisione degli spazi comuni nella casa della famiglia ospitante, le diverse abitudini negli orari dei pasti, l&rsquo;acquisto di un abbonamento settimanale per gli spostamenti con i mezzi di trasporto pubblico anziché con la propria automobile, l&rsquo;abilit&agrave; di orientarsi da soli in una citt&agrave; straniera, l&rsquo;organizzazione del tempo libero&hellip;&hellip;</p><p align="justify">Calarsi a tutto campo in una realt&agrave; culturalmente diversa ha rafforzato in noi la consapevolezza che la nostra professione richiede una dimensione interculturale ampia e aperta alle &quot;diverse cittadinanze&quot; e che la lingua (italiana o inglese), strumento cruciale per stabilire relazioni, diventa un &quot;oggetto&quot; particolarmente significativo da insegnare perché &egrave; un mezzo potente di mantenimento e di sviluppo dell&rsquo;identit&agrave; di ciascuno oltre che strumento efficace per la costruzione di una integrazione all&rsquo;interno della comunit&agrave;.</p><p align="justify">Adriana Caroli, Elisabetta Ferrari, Olga Iaconis ( DD Spirano)<br />Editta Mazzucchelli (IC Corte Franca &ndash; Bs)<br />Barbara Vitali (IC Sovere)</p>]]></description>
 <category>Info</category>
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<comments>http://www.crtlinguebergamo.it/index.phpindex.php?itemid=141</comments>
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 <pubDate>Fri, 17 Nov 2006 13:44:52 +0100</pubDate>
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